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Ecomuseo del Monte Rolla


Comprensorio del Monte Rolla
 
Cos'è il Rolla?
Il Rolla è il monte (2277 m slm) che accompagna sul lato nord ovest la città di Sondrio, capoluogo dell’omonima provincia. Con la sua cima morbida, poco pronunciata, e il suo digradare, attraverso il terrazzo glaciale di Triangia, verso i vigneti della Sassella, fa parte dello sky line della cittadina lombarda racchiusa tra le Alpi Retiche e le Orobie. Il Rolla si inserisce nella catena del versante retico della Media Valtellina e si collega al fianco montuoso occidentale della Valmalenco.

In particolare la vetta del Rolla ha una qualità panoramica tale da poter essere posto tra i più significativi “Belvedere” delle Alpi raggiungibili in modo relativamente facile. E’una piccola balza, soverchiata anche dall’adiacente Canale, prima che il massiccio delle Retiche sprofondi nella Linea Insubrica. Ma il suo sporgersi a sud consente allo sguardo di abbracciare il vasto settore delle Alpi Centrali dal Monte Rosa (e oltre) alla Presanella, fino a lambire le Dolomiti, con ai piedi la Valtellina e le Orobie dal Legnone al Palabione. Dalla vetta del Rolla la città di Sondrio appare con il suo grandioso contorno e diviene città che si relaziona anche con il Disgrazia da sud e la sfilata maestosa delle pareti meridionali delle vette del Bernina.
 
Perchè un Ecomuseo

Il monte Rolla costituisce un esempio di realtà montana unitaria: racchiude “un insieme di beni culturali rappresentativi di un ambiente di vita e dei modi di vita e lavoro che lì si sono succeduti e ne accompagnano lo sviluppo”. Ben si presta quindi ad un intervento di valorizzazione secondo la logica dell’ecomuseo.
Si tratta di stipulare un vero e proprio patto, un’alleanza virtuosa tra la comunità locale, in particolare la popolazione che vive nell’area del Rolla, e chi la governa, la guida, la orienta, ne interpreta bisogni, offre proposte, promuove interventi. La percezione del Rolla non come propaggine periferica della città, ma come “il monte di Sondrio” può costituire uno stimolo a promuovere nella popolazione locale la consapevolezza di abitare in una “città alpina” e non alla periferia della pianura padana.

Il patrimonio culturale di un luogo, in quanto memoria del passato ed eredità di conoscenze, capacità, valori, costituisce una sorta di DNA di una comunità, ma solo nel presente e dal presente può prendere senso e diventare fattore di sviluppo. Non può, quindi, essere avulso dal contesto nella sua globalità: da esso infatti  riceve senso.  L’approccio non può che essere sistemico, quindi  pluridimensionale e plurifattoriale in una logica unitaria per operare secondo una prospettiva di sviluppo sostenibile e durevole e di partecipazione comunitaria.

 
Riferimenti normativi

Per quanto concerne la tipologia della proposta: Legge Regione Lombardia n.13/2007 sul “riconoscimento degli ecomusei”
Per lo “spirito”, la finalità e la modalità di lavoro: “Lo Statuto Comunitario per la Valtellina”

 
Finalità
  • - rafforzare l’identità della comunità locale attraverso una nuova/rinnovata consapevolezza della proprio patrimonio culturale
    - valorizzare l’esistente, dandogli visibilità,  in una logica nuova di unità, condivisione, sviluppo culturale, sociale ed economico
    - promuovere un nuovo approccio al patrimonio culturale che è un capitale reale radicato nel territorio e nella comunità ma va affrontato in una logica dinamica evolutiva, quindi un patrimonio da rinnovare, arricchire, ridefinire, reinventare, usare come motore di sviluppo sociale ed economico.
 
Obiettivi
  1. Promuovere conoscenza dell’intero monte come struttura unitaria nei suoi aspetti: naturalistico (geomorfologico, tettonico, litologico, vegetale), dei nuclei abitati (insediamenti civili permanenti e temporanei, siti preistorici, abitazioni tradizionali  e nuove), economico (agricoltura: vigneti e orti; allevamento e pascolo; produzione tipica di formaggi di monte e di latteria; pesca; esercizi turistici: ristoro, trattoria, agriturismo; artigianato), dei luoghi di culto, dei percorsi sportivi e delle offerte ricreative.

  2. Recuperare la memoria storica:
  • -  ricostruire la storia delle trasformazioni del territorio, anche con strumenti multimediali
    - documentare la cultura materiale e immateriale dell’area considerata (oggetti, fotografie, planimetrie, documenti storici, altri testi, memoria orale, ..) con l’individuazione di una sede atta allo scopo
    - comunicare alla popolazione attraverso momenti di restituzione pubblica (visite, esposizioni, mostre permanenti o temporanee)
  1. Tutelare e talora restaurare il paesaggio montano, testimoniare le relazioni tra ambiente naturale e ambiente antropizzato.

  2. Attivare la valorizzazione attraverso offerta di servizi turistici, sportivi, culturali, didattici.

  3. Stimolare forme nuove di appropriazione/ promozione del territorio (problema vigneti terrazzati/ intersezione centro cittadino di Sondrio -cima del Rolla col percorso di mezza costa sulla fascia retica della media Valtellina / completamento del Sacro Monte della Sassella con il percorso delle cappelle votive/ osservatorio a Triangia/  boschina del Maione come parco verde per bambini e anziani della città di Sondrio/ etc.