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ITINERARIO 7 - Salita al Monte Rolla


Salita al Monte Rolla
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Vista panoramica dal Monte Rolla
 
Affascinante e impegnativo percorso quello che da Ligari sale alla vetta del Monte Rolla, la montagna di Sondrio, l’unica “vetta” del territorio comunale.

Per i più esperti e allenati si può partire dal parcheggio all’entrata nel nucleo abitato di Ligari, a 1100 metri di quota, sito in un punto che offre uno spettacolare panorama verso la catena orobica, che di qui si scorge in tutta la sua parte centrale. In questo abitato la cosa più importante da vedere è l’Oratorio settecentesco, dedicato a S.Giovanni Decollato. Affacciato sul pendio, presenta una caratteristica forma ottagonale (c’è un antico simbolismo religioso legato a questa forma, piuttosto inconsueta). Fu eretto nel ’700, su disegno forse di Pietro Ligari, il noto pittore e architetto valtellinese, nella contrada d’origine della famiglia.

Dopo un paio di tornanti della strada asfaltata, presso l’imbocco della breve sterrata per Soverna (bel latinismo: superna! cioè l’abitato permanente più alto di questa costa) parte un altro tratto di antica mulattiera, piuttosto lungo, che sale fiancheggiata da muretti, prima verso ovest, costeggiando ancora muraglie di terrazzamenti abbandonati, poi svolta verso est (attenzione ai segni), addentrandosi in una foresta mista di abeti, faggi e, più in alto, larici. La viottola si snoda con lunghi traversi, qualche tornante e brevi scarpate, percorrendo erte vallette e piccole spianate, fino al limite occidentale dei prati di Piastorba, un maggengo alto (circa 1600 m di quota) fatto di diverse baite (quasi tutte ristrutturate) sparse in un lungo spiazzo erboso solatio, articolato di dossi, conche ed emergenze rocciose. Di qui un successivo tratto di sentiero porta a una curva della strada sterrata che sale dal maggengo di Forcola a Poverzone e prosegue per la conca di Colina.

In alternativa si consiglia di salire in auto (richiedendo il permesso presso i bar di Triangia) fermandosi a Forcola (alla stessa quota di Piastorba). In cima ai prati si può lasciare la macchina in qualche parcheggio improvvisato, prima di affrontare la erta sterrata ricordata qui sopra, che è percorribile solo con fuoristrada.
In entrambi i casi si abbandona poco dopo questa rotabile, per volgere decisamente verso ovest, su un bel sentiero marcato che corre pianeggiante nel bosco su uno spalto roccioso a picco sopra il pianoro di Piastorba. La vista panoramica è ancora una volta eccezionale sulla Valtellina e le Orobie. Sbucati a Poverzone dopo una ulteriore breve salita a zigzag, si deve imboccare, attraversata la strada e salita una rampa erbosa, il sentiero che prende avvio dietro una muraglia di confine dell’alpe, verso ovest.

Dopo, non resta che seguire il percorso, ben segnalato e non troppo ripido, che porta alla pendice sommitale, oltre il bosco di larici che copre quella dorsale. Lì, uscito dalla vegetazione, il sentiero si perde alquanto (attenzione a riprenderlo nel punto giusto in discesa), ma la vetta è ormai a portata di mano. Si deve stare dapprima verso ovest, quasi sul bordo del ciglione, poi si traversa verso est fino a raggiungere la cresta erbosa che in pochi minuti adduce alla cima.

Dalla vetta si ha una vista straordinaria, verso nord su tutta la testata alta della Valmalenco (Gruppo del Bernina); a est fino all’Adamello; a ovest, nelle giornate limpide, è addirittura possibile scorgere il Monte Rosa e il Mischabel, sempre imbiancati.

La discesa avviene anzitutto per la stessa via di salita fino all’Alpe Poverzone, eventualmente facendo una breve deviazione verso est, su una traccia incerta, alla base dei pendii erbosi, per andare a vedere il piccolo monumento simbolico a sfondo religioso eretto nel 2007.

Dopo Poverzone, si scende ancora per la via di salita, a meno che non si preferisca seguire la strada veicolare, che sotto Poverzone scende serpeggiando sul versante verso est fino alla località Prati Rolla, donde, con un lungo traverso in direzione ovest, si torna a Ligari.